Come ho bloccato una portabilità del numero (MNP) di cui mi ero pentito
Mi era capitata una cosa curiosa: avevo richiesto la portabilità del mio numero (MNP) verso Vodafone e, a mente fredda, me n'ero pentito. Volevo tornare sui miei passi, ma scoprii ben presto che fare marcia indietro non è così immediato come chiederla. Vi racconto come ne sono uscito.
Cos'è la portabilità del numero (MNP) #
La Mobile Number Portability è quella procedura che ti permette di cambiare operatore mantenendo lo stesso numero. È comodissima, ma proprio per questo è pensata per andare avanti: una volta avviata, viaggia da sola verso il completamento.
Il problema: una MNP si può fermare? #
Cercando in rete ho capito che, dal lato del cliente, la richiesta può avere solo due esiti: accettata oppure rifiutata. E il rifiuto non lo decidi tu a parole — scatta in automatico in due casi:
- ci sono debiti non saldati con l'operatore di partenza;
- la SIM è inattiva o bloccata.
Avendo una SIM ricaricabile, la strada dei debiti non faceva per me. Restava la seconda: fare in modo che la scheda risultasse bloccata proprio nei giorni della lavorazione.
La mia mossa: denunciare lo smarrimento #
Ho quindi contattato i due operatori coinvolti, Wind e H3G, segnalando di aver smarrito la SIM in palestra — specificando bene che si trattava di smarrimento e non di furto. In entrambi i casi gli operatori hanno bloccato immediatamente i servizi della scheda.
Il punto è tutto qui: con la SIM bloccata, la portabilità non ha più le condizioni per andare a buon fine.
Cosa è successo, giorno per giorno #
Dopo circa quattro giorni, entrambe le richieste di portabilità risultavano rifiutate — stato "KO". Esattamente l'effetto che cercavo: il numero era rimasto dov'era.
Riattivare le SIM #
A quel punto restava solo da rimettere tutto a posto:
- Wind ha riattivato la scheda per telefono, in poche ore.
- H3G ha richiesto invece la sostituzione della SIM, con un costo di 5 euro.
In conclusione #
Con questo piccolo stratagemma sono riuscito a bloccare le portabilità nel giro di cinque giorni. L'unico prezzo da pagare è stato restare temporaneamente irraggiungibile per qualche giorno, oltre ai 5 euro della nuova scheda H3G.
Non è la via più ortodossa, lo ammetto, ma di fronte a una procedura pensata per non tornare indietro si è rivelata l'unica davvero efficace.