Smart working di corsa: mettere in sicurezza il lavoro da casa
Sono giornate strane. Nel giro di una settimana mezza Italia è passata a lavorare da casa, e chi si occupa di IT — me compreso — si è trovato a organizzare in fretta e furia postazioni, accessi e connessioni. La fretta però è nemica della sicurezza: ecco i punti su cui sto insistendo di più con i clienti in questi giorni.
Il problema di questi giorni #
Da un giorno all'altro i dati che stavano al sicuro dentro l'ufficio devono essere raggiungibili da casa, spesso dal PC personale, su reti domestiche non pensate per il lavoro. Il rischio non è teorico: dove c'è fretta e confusione, i malintenzionati si infilano.
VPN: la porta d'ingresso sicura #
La prima cosa che configuro è una VPN: un tunnel cifrato tra il computer di casa e la rete aziendale. Così si accede ai file e ai gestionali senza esporli direttamente su internet. Meglio una VPN ben fatta oggi che un accesso "aperto al volo" di cui pentirsi domani.
Videoconferenze senza sorprese #
Riunioni e videochiamate sono diventate il pane quotidiano. Qui il consiglio è semplice: usare strumenti seri, tenere le stanze protette da password e non condividere i link delle riunioni in giro. Comodità sì, ma con la porta chiusa.
Attenzione al phishing #
In queste settimane le email-truffa sono esplose, spesso a tema emergenza. Ripeto a tutti la stessa cosa:
- diffidare degli allegati e dei link inattesi;
- non inserire credenziali su pagine raggiunte da un'email;
- nel dubbio, telefonare e verificare.
In conclusione #
Lo smart working improvvisato si può fare bene anche di corsa: servono una VPN, strumenti di videoconferenza usati con criterio e un occhio sempre aperto sul phishing. Sistemate queste basi, si lavora da casa con la stessa serenità dell'ufficio — e magari scopriamo che alcune cose funzionano pure meglio.