Addio zone morte: ho rifatto il Wi-Fi di casa con il mesh
Con lo smart working ormai stabile, il Wi-Fi di casa è diventato un'infrastruttura seria, non più un accessorio. E come tante case, anche la mia aveva il suo classico problema: pieno segnale vicino al router, zone morte nelle stanze lontane e in giardino. Ho risolto passando a una rete mesh, e non tornerei più indietro.
Perché un solo router non basta #
Un singolo router, per quanto potente, deve coprire da solo tutta la casa: muri spessi, più piani e distanze lo mettono in crisi. Aumentare la potenza non serve granché, perché il telefono deve anche rispondere al router, e da lontano non ce la fa. Il risultato è quello che conosciamo: barre piene ma velocità ridicola, o connessione che cade passando da una stanza all'altra.
Cos'è una rete mesh #
Invece di un solo punto di emissione, il mesh usa più unità sparse per casa che collaborano formando un'unica rete Wi-Fi, con lo stesso nome. Ti sposti da una stanza all'altra e il telefono passa da un'unità all'altra senza che tu te ne accorga, restando sempre agganciato a quella col segnale migliore. Niente più reti "casa" e "casa_piano2".
Come l'ho progettata #
Ho posizionato l'unità principale vicino alla presa internet e le altre in punti strategici, in modo che ciascuna "veda" bene la precedente. La regola d'oro è non allontanarle troppo: un'unità con segnale debole tra sé e le altre rallenta tutta la catena. Un giro con l'app per misurare la copertura, un paio di aggiustamenti, e le zone morte sono sparite.
Wi-Fi 6 vale la spesa? #
Se stai comprando ora, sì: i sistemi Wi-Fi 6 gestiscono meglio le case piene di dispositivi (telefoni, TV, telecamere, domotica) e sono più efficienti. Non aspettarti che raddoppi la velocità di internet — quella dipende dalla tua linea — ma la rete regge meglio quando tutti la usano insieme, che è la situazione reale di ogni casa oggi.
Un consiglio sul cablaggio #
Un trucco da tecnico: se puoi, collega le unità mesh tra loro con un cavo di rete anziché via Wi-Fi (si chiama backhaul cablato). La differenza in stabilità e velocità è notevole, perché le unità non "sprecano" Wi-Fi per parlarsi tra loro. Non sempre è possibile, ma dove c'è una presa di rete, sfruttala.
In conclusione #
Passare al mesh ha trasformato il Wi-Fi di casa da fonte di litigi a cosa che semplicemente funziona, ovunque. Se hai zone morte o continui cali, non è colpa dell'operatore: è il singolo router che non ce la fa. Qualche unità ben piazzata — meglio se cablate — ed è tutta un'altra vita.